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LA BATTAGLIA
DI GOITO
30 MAGGIO 1848
MODENA - SOCIETÀ TIPOGRAFICA MODENESE
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GIULIO MELE
TENENTE D'ARTIGLIERIA
LA BATTAGLIA
DI GOITO .'*
30 MAGGIO 1848
MODENA — SOCIETÀ TIPOGRAFICA MODENESE
ANTICA TIPOGRAFIA soliani :: :: :: :: MCMXXII
Proprietà, letteraria.
ALLA MEMORIA DEL TENENTE GIAN
GIACOMO BADINI CHE, IL 30 OTTOBRE DEL
1917, CADEVA EROICAMENTE GRIDANDO
ALL' INVASORE : L' ARTIGLIERIA ITALIANA
NON SI ARRENDE!
La ricorrenza della battaglia
di Ooito e della resa di Peschiera
? festeggiata dall' artiglieria
Hana in seguito al V Atto Mini
ria le n. 21 del 24 gennaio ÌS
Languido il taon de V ultimo cannone
dietro la fuga austriaca morìa :
il re a cavallo discendeva contra
il sol cadente ;
a gli accorrenti cavalieri in mezzo,
di fumo e polve e di vittoria allegri,
trasse, ed, un foglio dispiegato, disse
resa Peschiera,
Oh qual da i petti, memori degli avi,
alte ondeggiando le sabaude insegne,
surse. fremente un solo grido : Viva
il re d 1 Italia!
Carducci.
Ed ivi con bella e pronta riunione di sue
truppe già stava Carlo Alberto. S appiccò la
battaglia poche ore prima della notte; fu diretta
bene, in buona regola, e vinta da Bava. Né era
finita del tutto, quando giunse sul campo la
nuova della resa di Peschiera, conseguita il me-
desimo dì.
Cesare Balbo.
V artiglieria fu ammirabile pel suo bel con-
tegno, pel suo sangue freddo y pel suo eroico
coraggio: ad essa è dovuta in parte la vittoria.
Generale Bava.
V arma che pia di tutte si distinse nella
battaglia di Goito fu V artiglieria.
Carlo Mariani.
" Popoli della Lombardia e della Venezia !
— diceva 1' ardente proclama lanciato dal re
Carlo Alberto la notte del 23 marzo del 1848
dichiarando la guerra d' indipendenza — . I de-
stini d' Italia si maturano ; sorti più felici arridono
ai difensori dei conculcati diritti. Per amore di
stirpe, per intelligenza di tempi, per comunanza
di voti, noi ci associammo primi a quella una-
nime ammirazione che vi tributa l'Italia.
" Popoli della Lombardia e della Venezia !
— Le nostre armi, che già si concentravano sulle
nostre frontiere quando voi anticipaste la libe-
razione della gloriosa Milano, vengono ora a
porgervi delle ulteriori prove quell'aiuto che il
fratello aspetta dal fratello, l'amico dall' amico.
Seconderemo i vostri giusti desiderii fidando
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nelP aiuto di quel Dio che con sì meravigliosi
impulsi pone V Italia in grado. di fare da sé. E
per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il
sentimento dell* unione italiana, vogliamo che le
nostre truppe, entrando nel territorio della Lom-
bardia e della Venezia, portino lo scudo di Sa-
voia sovrapposto alla bandiera tricolore italiana!,,
11 27 marzo Carlo Alberto assumeva in Ales-
sandria il comando supremo dell'esercitoli quale
era composto di due corpi d'armata e di una
divisione di riserva. Il primo corpo, comandato
dal generale Bava, era forte di 24.000 uomini.
Il secondo, con una forza pressocchè eguale, era
comandato dal generale Sonnaz. A capo della
divisione di riserva, 12.000 uomini, era stato as-
segnato il Duca di Savoia. Capo di Stato Mag-
giore : il generale conte di Salasco. Comandante
dell'artiglieria: il Duca di Genova. Comandante
del genio: il generale Chiodo.
Adolescenti e vecchi, sotto la medesima as-
sisa, sentirono divampare nel cuore una fiamma
nuova e più grande. Non forse tremarono d'ansia
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le lor mani stringendo il fucile che più tardi,
lungo le tappe gloriose e inobliabili, avrebbe
echeggiato sulle alture lombarde? Non forse i
loro occhi attoniti s 5 empirono d* ebrezza allorché
dinanzi alle falangi volontarie ondeggiarono i
vessilli della Patria ?
E Garibaldi, intanto, giungendo dalla lontana
America, ove, dopo aver rifatto la scia di Co-
lombo, s' era coperto di leggenda e di ardimento,
metteva al servizio del giovine re la sua spada
vittoriosa. Egli disse cosi: " fo fui repubblicano
ma, quando seppi che Carlo Alberto si era fatto
campione d'Italia, ho giurato di ubbidirlo e se-
guitare fedelmente la sua bandiera. In lui solo
vidi riposta la speranza della nostra indipendenza:
Carlo Alberto sia dunque il nostro capo, il nostro
simbolo. Oli sforzi di tutti gli Italiani si concen-
trino in lui. Fuori di lui non vi può essere sa-
lute. „
Con queste parole di ammonimento e di fede
incominciava la prima guerra d'indipendenza.
Radetzky, il vecchio maresciallo non ancora
deluso, ripiegava tremante sul Mincio attendendo
Furto del piccolo compatto esercito piemontese
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il quale, intanto, combatteva felicemente a Ooito,
a Monzambano ed a Borghetto.
E, mentre in rinforzo di Radetzky giungeva
Nugent passando il Tagliamento ed il Piave ( in-
vano il generale Durando aveva cercato di con-
trastargli il cammino), il re Carlo Alberto prese
la risoluzione di condurre avanti il proprio eser-
cito per compiere Y investimento di Peschiera,
separare questa fortezza dall' esercito nemico
e dominare il corso superiore dell'Adige. Ma
Radetzky^ per impedire il blocco di Peschiera e
tener coperta la linea dell'Adige, aveva scaglio-
nate le sue milizie sulle alture veronesi.
11 primo corpo dell' esercito piemontese
occupò Custoza, Sommacampagna e Sacca. Il
secondo cinse Peschiera e prese posizione a
Castelnuovo.
A Pastrengo, il 30 aprile, il combattimento
finì con la ritirata degli austriaci. E, dopo la
nostra vittpria di Santa Lucia, il cannoneggia-
mento della fortezza di Peschiera fu così ben
condotto che in pochi giorni la prima trincea fu
aperta e permise l'inizio degli approcci.
La sera del 27 maggio il vecchio maresciallo
usciva da Verona con trentamila fanti, cinque-
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mila cavalli e duecentocinquanta cannoni, diri-
gendosi verso il Mincio.
Le truppe piemontesi si apprestarono a fron-
teggiarlo a Curtatone, a Montanara ed a Ooito.
La battaglia incominciò a Curtatone il 29
maggio : per due volte la colonna nemica assaltò
e per due volte fu respinta. Ma poi, essendosi
le forze nemiche raddoppiate, la nostra resistenza
venne meno e le legioni piemontesi si ritirarono
su Ooito.
La sfortunata lotta di Curtatone fu seguita,
ahimè, da eguale sorte sui campi insanguinati
di Montanara. La lunga ed eroica resistenza dei
volontarii toscani impedì al Radetzky di sorpren-
dere le posizioni dei nostri a Ooito e chiudere
fra il Mincio e F Adige F esercito italiano. Egli
dovette rimandare la battaglia al dì seguente. E
quest'indugio fu la salvezza dei nostri.
Il giorno 30 l'esercito austriaco fu diviso
in due colonne divergenti. La colonna di destra,
forte di 22,000 uomini circa, era composta: del
1.° corpo ( Wratislav), che aveva in avanguardia
la brigata Benedek e doveva dirigersi su Ooito
per Rivalta, e della riserva ( Wocher ) che doveva
rimanere a Rivalta. La colonna di sinistra, for-
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mata dal 2.° corpo (D'Aspre), che aveva In
avanguardia la brigata Liechtenstein, per Castel-
lucchio, Rodigo e Ceresara doveva girare la de-
stra italiana.
fi movimento incominciò verso le dieci.
Verso mezzogiorno si trovavano raccolti a
Goito circa 19.000 uomini, con 44 pezzi d'arti-
glieria, sotto il comando del generale Bava.
La fronte di difesa prescelta fu Goito -Tezze
lungo la strada Goito -Vasto, la quale adattavasi
alla configurazione del terreno e ne traeva il
massimo vantaggio possibile. La sinistra era ap-
poggiata al villaggio e al ponte di Goito, la
destra era aggirabile.
11 generale Bava così dispose le sue truppe :
Prima linea : nel villaggio ed a difesa del
ponte il 10.° reggimento napoletano, alcune
truppe della Brigata Acqui, con artiglieria e poca
cavalleria toscana ; dietro la strada di Vasto
F 11. reggimento e la brigata Cuneo comandata
dal Duca di Savoia.
Seconda linea su un ripiano dominante a
nord-ovest di Goito: due battaglioni dell'Acqui
a sinistra e la brigata Aosta a destra.
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Terza linea, come scaglione ritirato dell'ala
destra : la brigata Guardie per opporsi agli ag-
giramenti.
Air estrema destra presso Cerlungo, più ri-
tirato ancora, il reggimento Aosta cavalleria.
I reggimenti Nizza, Genova e Savoia caval-
leria e la 3. a batteria a cavallo erano in riserva
dietro la seconda linea.
Le ricognizioni mandate dal Bava il mattino
del 30 per prender contatto col nemico non ap-
prodarono a nulla perchè gli austriaci mossero
molto tardi dai loro accampamenti. Nel campo
piemontese si credeva intanto che in quel giorno
l'attacco non si sarebbe pronunciato, sicché il
re Carlo Alberto, che aveva invano aspettato il
nemico, si diresse a Valeggio.
Ma verso le 15 e mezza gli austriaci appar-
vero da sud ed attaccarono. Il re, che era giunto
a Volta, ritornò ed assistette a tutta la battaglia
stando sul rialto Somenzari.
11 nemico, presentatosi improvvisamente agli
avamposti, attaccò risoluto la prima linea quasi
contemporaneamente su tutti i punti. La brigata
Benedek precipitò l'attacco e, appena si presentò
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dinanzi a Coito, venne fulminata dal tiro di quat-
tordici bocche da fuoco che battevano la strada
di Sacca e le campagne circostanti. L'artiglieria
austriaca rispose avanzando per proteggere lo
spiegamento, ma la superiorità dell' artiglieria pie-
montese la vinse, seminando la strage nelle file
degli imperiali. Benedek ripetè più volte l'attacco,
ma invano.
Le brigate Wohlgemuth e Strassoldo si por-
tarono rapidamente in aiuto alla prima e si schie-
rarono successivamente alla sinistra di questa;
Wohlgemuth si diresse a Tezze, Strassoldo dovea
soverchiare la destra piemontese. La brigata Clam
dovea rimanere di riserva.
La brigata Cuneo non resistette all' urto e
indietreggiò.
La brigata Aosta, che era in seconda linea,
marciò avanti, protetta dalla l. a batteria a cavallo
— collocata molto opportunamente in posizione
sulP altura di Somenzari — e coadiuvata dal reg-
gimento Granatieri Guardie che stava dietro.
Mentre il Duca di Savoia, in terza linea,
riordinava i battaglioni della Cuneo per ricon-
durli all'attacco, anche la seconda linea dovette
cedere e ritirarsi.
Per rompere la nostra linea il maresciallo
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Radetzky fece avanzare compatto il corpo dei
Granatieri Ungheresi. Così gli austriaci ' minac-
ciavano seriamente di aggirare la nostra ala destra.
L'esercito stava per essere addossato al Mincio:
il momento era tremendo.
11 Duca di Savoia contrattaccò vigorosamente
la sinistra e il centro nemico, riportando in linea
i battaglioni della Cuneo e delle Guardie, asse-
condati a destra dall' artiglieria a cavallo e da
alcuni squadroni di Aosta e Nizza cavalleria, a
sinistra dalla brigata Aosta che si era riordinata.
11 nemico aveva già occupate le case di
Gobbi e procedeva risoluto, allorché il micidiale
fuoco dell'artiglieria piemontese lo arrestò. Gli
austriaci perdettero in breve i vantaggi ottenuti e
furono costretti a ritirarsi.
Nel tempo stesso la nostra sinistra obbligava
a retrocedere la brigata Benedek, benché fosse
stata rafforzata dalla brigata Clam. Durante que-
sta fase riuscì molto efficace il fuoco della mezza
batteria toscana, situata sulla sinistra del Mincio
presso cascina Buraterre, contro il fianco destro
di Benedek.
Il maresciallo Radetzky, vistosi respinto su
tutta la linea e non potendo ricevere pronto
aiuto dagli altri corpi, ordinò la ritirata. I pie-
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moritesi avanzarono su tutta la linea sino alla
strada di Gazzoldo e la cavalleria fu lanciata
air inseguimento.
Sotto
il ferro e il fuoco del Piemonte, sotto
di Cuneo '1 nerbo e l' impeto d' Aosta
sparve il nemico.
Sul finir della battaglia Carlo Alberto ebbe
notizia della resa di Peschiera. L'allegrezza dei
soldati fu infinita. Da ogni petto s' alzò il grido
di Viva il ire d' Italia! E -l'eco corse dall'Alpi al
mare.
Gloria a voi, o cannonieri di Goito ! Le
buche che voi faceste co' vostri proietti non erano
certo solchi per il grano : e pure quanto seme
da esse germogliò!
I morti giacevano, avvinti con le lor mani
irrigidite ai mortai, ai cassoni infranti. E come
sorrisero i morenti quando Carlo Alberto, rag-
giante per la resa di Peschiera, discese a cavallo
nel campo di battaglia. Prima avevano forse udito
l'eco dei pezzi che rombavano attorno a Pe-
schiera, rianimati dalla voce e dal cuore di Fer-
dinando di Savoia; avevano udito il grande urlo
di acclamazione al re e all'Italia, quando il Ma-
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gnanino, fra i suoi soldati, spiegò un foglio e
disse: Resa Peschiera!
Le batterie che si segnalarono per prodezza
durante la battaglia di Ooito furono :
l. a batteria a cavallo — addetta alla l. a di-
visione — secondò particolarmente i movimenti
della brigata Aosta.
2. R batteria a cavallo avanzò verso Goito
con Aosta cavalleria.
3. a batteria a cavallo fu addetta al reggi-
mento Genova cavalleria.
3. a batteria da posizione prese posizione
sulla destra della 2. a a cavallo.
5. a batteria da battaglia fu collocata presso
il villaggio di Goito.
8. a batteria da battaglia accompagnò nel-
l'azione la brigata Aosta.
Per la vittoria di Goito la bandiera dell'ar-
tiglieria fu fregiata della medaglia di bronzo al
valor militare con questa motivazione : " A tutta
generalmente V artiglieria per la bravura spiegata
nel combattere. ,,
Numerose altre lotte, non meno difficili di
questa, sostenne la nostra artiglieria durante le
guerre che si combatterono dal 1848 in poi.
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Essa " sempre e dovunque „ non ismentì
la fama conquistatasi a Goito ed a Peschiera,
nella difesa come nelP attacco, nelle sconfitte
come nelle vittorie, a Novara come in Crimea,
a Custoza ed a Bezzecca come a San Martino
ed a Gaeta, a Dogali e ad Adua come a Tripoli
e ad Homs, a Caporetto come a Vittorio Veneto.
Oh, come in quel giorno rombarono ebri i
nostri mortai a Goito! Imaginate i nostri pre-
cursori attorno ai piccoli mostri che urlavano
con gole di bronzo l'inno della vittoria sicura!
Ondeggiavano sulla battaglia i tricolori della
Patria ; echeggiavano di altura in altura gli squilli
delle trombe; la terra sussultava sotto il fremito
dei nostri cannoni.
E sieno benedetti quegli affusti sui quali si
posarono, come per una carezza, le mani dei
cannonieri ; sieno benedette quelle bocche ar-
denti che tracciarono per prime i solchi della
gloria!
Intorno a quegli eroi si raccolsero i canno-
nieri di Pastrengo, di Castelfidardo, di Peschiera,
di Santa Lucia, di Rivoli, di San Martino, di
Capua, di Gaeta, di Messina e di Custoza.
Si raccolsero i cannonieri di Makallé e di
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Adua e i cannonieri di Tripoli, di Bengasi, di
Derna, di Homs, di Ain-Zara, di Sidi Garba e
di Sciara-Sciat.
Si raccolsero, più felici e più numerosi, i
cannonieri del Carso e dell'Isonzo e del San
Michele e del Sabotino e del Podgora e del
Monte Santo e del Monte Nero e dell' Adameilo
e del San Marco e del Grappa e del Piave.
Oggi* settantacinquesimo anniversario della
battaglia di Goito, mentre ricordiamo una delle
più pure vittorie delle nostre guerre d'indipen-
denza, noi vogliamo esaltare quelli che, al ser-
vizio dei cannoni, seppero con eguale amore e
con eguale sacrificio combattere da Goito a Vit-
torio Veneto per la più grande Italia!
Regnando Carlo Emanuele IH, nel 1739 il corpo
d'artiglieria ricevette la prima volta la bandiera. Questa,
fin dal 1860 depositata nell'Armeria Reale di Torino, fu
restituita, nel 1901, all'Arma lasciandola in consegna al
suo Ispettore; successivamente, nel 1903, fu data in cu-
stodia al reggimento d'artiglieria da fortezza avente stanza
in Roma.
La bandiera dell'artiglieria è fregiata di cinque me-
daglie al valor militare :
R. D. 8 dicembre 1887 : — medaglia di bronzo — (in
commutazione della menzione onorevole concessa con
l'ordine generale dell' Armata n. 22 bis in data 7 giugno
1848). « A tutta generalmente l'artiglieria per la bravura
spiegata nel combattere, Goito, 30 maggio 1848 ».
R. D. 13 luglio 1849 — medaglia d'oro — « Alla
bandiera del Corpo Reale d'artiglieria. Per l'ottima con-
dotta tenuta sempre e dovunque dall'artiglieria. Cam-
pagna 1849 ».
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R. D. 16 gennaio 1860 — medaglia d'argento —
« Alla bandiera del Corpo Reale d' artiglieria. Per servizi
segnalati resi nella campagna del 1859 ».
R. D. 19 gennaio 1913 — medaglia d 1 oro — « Per
i segnalati servizi resi dall'Arma nelle campagne di guerra
in Libia 1911-12 ».
R. D. 6 giugno 1920 — medaglia d' oro — « Sempre
e dovunque con abnegazione prodigò il suo valore, la
sua perizia, il suo sangue, agevolando alla fanteria, in
meravigliosa gara di eroismi, il travagliato cammino
della vittoria per la grandezza della Patria. 1915-1918 ».
U—ii HIIMIM
INDICE
Dedica pag. 3
La battaglia » 7
Nota „ 21
:
pubblicazioni di GIULIO tyELE :
ITALIA, ITALIA, ITALIA! — Canzoni di guerra L. 5,00
ALLA PATRIA, — Orazione » 3,00
LA SAGRA DI SANTA BARBARA. - Leggenda
e orazione . . . » 2,00
LA BATTAGLIA DI GOITO. — 30 maggio 1848 » 0,80
Prezzo L. <>•**<>